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Il clinker o klinker è un tipo materiale laterizio ottenuto con la cottura delle materie prime a temperature molto elevate- circa 1250 °C-, tali da indurre quasi una vetrificazione del materiale. Tale trattamento rende il materiale particolarmente denso e resistente, anche dal punto di vista meccanico e gli conferisce una superficie estremamente dura e non igroscopica.

La diversa finitura superficiale (grezza, semilucida o smaltata) permette di coniugare estetica e tecnologia.

La parola "Klinker" deriva dall'olandese Klinkaerd (da "Klinken", risuonare) da cui traggono origine termini inglesi onomatopeici come "to clink" (tintinnare) e "clink" (tintinnio).

Prima nei Paesi Bassi e successivamente nella Germania settentrionale il klinker è stato usato in maniera diffusa, nella forma di mattone pieno - per pavimentazioni stradali, edifici pubblici e privati, scuola, ponti, ecc-, per cui nella pratica si è associato il termine klinker al mattone stesso.

Resta accertato che tale materiale trovò naturali applicazioni nel tempo, ed è possibile ritrovarlo ancora oggi nelle costruzioni del Nord Europa sotto forma di mattoni di grosso spessore con funzioni di struttura portante per archi e facciate di chiese, ponti, pavimentazioni di grande traffico, marciapiedi e piazze.

Fino agli anni '30 il linguaggio strutturale del klinker era quello del muro portante, eventualmente arricchito di motivi decorativi realizzati con lo stesso elemento variamente disposto.

Viene prodotto sia come piastrelle da pavimentazione e rivestimento di forme varie sia come mattoni per murature facciavista.

In quest'ultima forma ha caratterizzato l'architettura milanese a cavallo della seconda guerra mondiale e particolarmente le opere di Giovanni Muzio. Il Palazzo dell'Arte di Milano, creato per essere la sede della Triennale, è stato il primo esempio di uso del klinker in Italia.