Quattro - scegli un puzzle da risolvere

In psicologia e psichiatria il termine temperamento (etimologicamente derivante dal latino temperāre, cioè "mescolare") viene usato per indicare la mescolanza degli aspetti innati della personalità. In accordo con Jaspers si ritiene che gli autori classici (Ippocrate, Galeno) considerassero i quattro temperamenti come l'espressione di variabilità soggettive in rapporto con gli umori ( sangue , flegma, bile gialla, bile nera), i tratti personologici, l'habitus somatico ed anche le influenze astrologiche. Nella psicopatologia moderna il termine è stato ripreso nell'accezione di componente innata e quasi somatica della personalità da Kretschmer nel 1923. Questa formulazione ha fornito la base definitoria per i contemporanei teorici e clinici della personalità, in particolare Kernberg e Cloninger. Nella teoria psicoanalitica, secondo l'ultima formulazione di Otto Kernberg (1994), la personalità normale si considera formata da due componenti fondamentali: il temperamento e il carattere. Per temperamento si intende l'insieme delle tendenze innate, cioè determinate geneticamente, dell'individuo a reagire agli stimoli ambientali con determinate modalità anziché altre. Queste modalità secondo Kernberg sarebbero l'intensità, la frequenza e la soglia delle risposte affettive. Ciò significherebbe che per ogni individuo vi sono delle soglie tipiche di attivazione delle emozioni positive e dei sentimenti di piacere, come pure di quelle dolorose e delle risposte aggressive conseguenti a queste. È il funzionamento di questo meccanismo che a quanto pare sarebbe innato. Il bilanciamento dei fattori potrebbe essere proprio di ciascun individuo, dipenderebbe perciò direttamente da meccanismi intrinsecamente biologici.